5 novrembre 2007: inizia la fine dello show business americano…

Ieri 5 novembre 2007 è iniziato ufficialmente lo sciopero degli autori televisivi e cinematografici statunitensi…A riguardo ho trovato un bellissimo editoriale a cura del sito www.serialit.com

Motivazioni e possibili conseguenze dello sciopero
 

Prende il via lo sciopero degli autori e sceneggiatori americani. L’industria televisiva a stelle e strisce rischia la paralisi. Show autosufficienti fino a dicembre. Se un accordo non sarà raggiunto e lo sciopero si protrarrà per diverse settimane, la stagione televisiva 2007/08 verrà ricordata coma la più tragica degli ultimi venti anni. SERIALit.com apre questo speciale per capire qualcosa in più sulle motivazioni e le possibili conseguenze di questa vicenda, con costanti aggiornamenti dagli USA. 
  
di: Emanuele Manta

L’ultima volta che in America si verificò qualcosa di simile era il 1988. In quelle circostanze, autori e sceneggiatori scesero in strada e incrociarono le braccia per ben 22 settimane prima che un accordo fosse raggiunto. Oggi, qualcosa di analogo porterebbe l’industria televisiva americana allo sfacelo totale. Proprio per questo motivo ci si auspica che la matassa venga sbrogliata in tempi brevi, perché un’agitazione prolungata non significherebbe soltanto milioni di telespettatori senza i loro show preferiti, questo è il male minore. Vanno considerate anche e soprattutto quelle tantissime maestranze coinvolte quotidianamente nella produzione dei programmi: dagli attori ai tecnici, dagli addetti al catering agli elettricisti, dai carpentieri agli scenografi, dai registi ai truccatori. Uno sciopero degli autori e sceneggiatori vuol dire anche migliaia di altri professionisti senza lavoro. L’ultima volta, il danno a Los Angeles si aggirò intorno ai 500 milioni di dollari. Stiamo parlando di venti anni fa, pensate oggi quale costo sarebbe per l’economia di Hollywood uno sciopero a oltranza. Tutto questo, però, non rende meno valide o meno importanti le ragioni per cui il Sindacato degli Autori Americani (WGA) ha indetto lo sciopero. E anche se fondamentalmente si tratta di avere più soldi, la battaglia della WGA ha anche il secondo fine di mettere in chiaro una volta per tutte quel è l’importanza di un autore all’interno della produzione di uno show, garantendo in questo modo dignità non solo ai lavoratori di oggi, ma anche a quelli di domani.

Dalle 12:01 (ora locale) di lunedì 5 novembre, è iniziato quindi il picchettamento dei cancelli, destinato a durare fino a quando i grandi studios televisivi (ma anche cinematografici) non cederanno alle richieste di chi sciopera. Cosa che non è avvenuta negli ultimi mesi, prima del termine ultimo – il 31 ottobre – fissato dal Sindacato, che alla luce di questa situazione penosa non ha potuto fare altro che contattare i suoi oltre 12.000 iscritti per invitarli a posare le matite e aderire all’agitazione, iniziata da alcune ore. Già più di 3.000 le adesioni. Tra queste spiccano in modo preoccupante quelle di David Shore (ideatore di Dr House), David E. Kelley (Boston Legal), Marc Cherry (Desperate Housewives), Damon Lindelof (Lost), Greg Berlanti (Brothers & Sisters), Matt Groening (I Simpson), Shonda Rhimes (Grey’s Anatomy e Private Practice), Tina Fey (30 Rock), Josh Schwartz (Chuck e Gossip Girl), e migliaia di altri autori e sceneggiatori di serie tv, soap opera, late night show e film.

La stampa americana sta dedicando ovviamente molto spazio alla vicenda, seppur nell’allarmismo si dà credito alla possibilità di una conclusione delle trattative in tempi brevi. Questo perché, nel caso contrario, le ripercussioni sarebbero talmente gravi che risulta quasi impossibile immaginarne la portata. Uno sciopero prolungato porterebbe alla quasi immediata sospensione di una percentuale altissima di serie tv, e alla cancellazione certa di buona parte di quegli show in onda solo da questa stagione, che dopo lo stop forzato dovuto all’assenza di nuove sceneggiature e quindi nuovi episodi da girare e posizionare in palinsesto, non avrebbero la forza sufficiente per mantenere sopra gli standard la loro già bassa media d’ascolto, figuriamoci attirare nuovi telespettatori. Paradossalmente, questa situazione potrebbe invece andare a vantaggio di tutte quelle serie la cui programmazione in un primo momento era prevista in midseason, ovvero da gennaio-febbraio. Per la maggior parte di loro, infatti, gli autori e sceneggiatori hanno già avuto modo di completare la scrittura degli episodi, e sono stante pressoché terminate anche le riprese. Questo cosa vuol dire? Le reti potrebbero anticiparne la programmazione per riempire gli spazi lasciati vuoti dalle serie in onda, sospese a causa dello sciopero. Nell’eventualità in cui l’offerta televisiva diventasse davvero così poco caleidoscopica, immaginate quindi quale risalto e seguito potrebbero avere queste poche prime tv. Non solo, previsioni oltremodo pessimiste fanno pensare a quali ripercussioni lo sciopero potrebbe avere anche sulla prossima stagione televisiva.

Ma quali sono i motivi di questo stop? Le negoziazioni, iniziate lo scorso luglio, vedono da una parte gli autori/sceneggiatori e dall’altra i dirigenti delle grandi major che producano gli show. Negli ultimi anni il mercato dell’entertainment è cambiato e si è allargato in modo esponenziale, permettendo ai produttori di intascare nuovi grandissimi guadagni derivanti dalla vendita dei DVD e dalla distribuzione dei programmi sui nuovi media (Internet, telefonini, iPod, ecc.). Niente o solo una piccolissima parte di questo ulteriore introito finisce nelle mani degli autori/sceneggiatori, seppur importanti nella creazione degli show tanto quanto chi investe in essi. Le richieste della WGA vertono quindi sulla concessione di una quota maggiore (ma comunque limitata) di tali guadagni, richieste però che non convincono la controparte, portando di fatto la situazione a un punto di stallo. Mentre un accordo potrebbe essere tranquillamente raggiunto sulla quota di guadagno derivante dalla vendita dei DVD, per quanto riguarda invece gli introiti della distribuzione sui nuovi media, da parte dei produttori c’è forte ostruzionismo, questo perché tale mercato è ancora in uno stadio estremamente sperimentale, spesso solo promozionale, che non garantisce quindi di per sé entrate rilevanti.

Dopo il 31 ottobre, le negoziazioni sono proseguite senza sosta, anche durante la notte. Dai grandi studios più volte sono arrivati messaggi rassicuranti, probabilmente nel tentativo di proseguire le trattative e evitare lo sciopero, ma questi non hanno portato ad alcun risultato, tanto che le ultime dichiarazioni del Sindacato sono tutt’altro che incoraggianti. Motivo per cui lo sciopero si fa e si continuerà a fare. “Siate equi, dateci la nostra parte!”, “Niente contratto, niente show!” urlano gli sceneggiatori sui marciapiedi davanti ai cancelli delle reti e delle major a cui queste rendono conto. L’impegno di SERIALit.com è quello di seguire costantemente una situazione che non va sottovalutata, una vicenda grave e storica anche nel caso in cui una soluzione venga trovata nel giro di poche ore o giorni, come tutti ci auguriamo. Proprio per questo vi rimandiamo alla sezione News di questo speciale, dove potrete consultare gli sviluppi dello sciopero e delle trattative di ora in ora.

Fonte: www.serialit.com

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WebSite 4 Tv Shows Addicted

Pubblicato il 6 novembre, 2007 su Networks, Tv Shows. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. Vi rendete conto che qui stiamo parlando del meglio dell’industria americana del momento?
    Se nn fosse stato x loro nn c sarebbero tt questi grandi telefilm ke noi adoriamo e ke fanno guadagnare 1 sacco di soldi alle emittenti.
    Io li appoggio in assoluto,xke’ + ke gli attori sn loro a fare il lavoro + importante!
    Loro sono gli uomini dietro il sipario

  2. Ma infatti io la penso assolutamente cm te eva!!!Sai ke poi è il lavoro ke voglio fare anche io, ma quando si fa uno sciopero di una portata così devastante, bisognerebbe anche alle persone ke rimangono senza lavoro tutti quei mesi, e che nn hanno un sacco di soldi cm gli attori!!!

  3. Anche questo e’ vero,bisogna pensare alla crew.
    Pero’ nn puo’,nn DEVE andare avanti a lungo: tt il palinsesto americano ne ha risentito.
    Figurati ke anke il Saturday night live,il David Letterman e il Jay Leno sn stati bloccati.
    Jay Leno e’ stato tr forte e’ andato dai manifestanti e gli ha portato caffe’ e ciambelle x far vedere il suo sostegno alla causa

  4. ahahah ma lui e david letterman sn dei mostri sacri…Staranno approfittando della vacanza ahaha 😛

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