Mi teletrasporterei ogni giorno in Italia …

L’ex diva di «O.C.», protagonista di «Jumper», kolossal dedicato ai viaggi nello spazio e nel tempo, confida a Sorrisi: «Mi sento una vostra compatriota. Del resto i miei nonni materni erano di Foggia, ho esordito al cinema nel remake de “L’ultimo bacio” e a Roma, per le riprese di questo mio ultimo film, ho vissuto i momenti più romantici della mia vita»

Dal vivo Rachel Bilson è più piccola del previsto. Minuta, bassina, una miniatura. Solo la fronte è più grande del resto: una fronte ampia, rotonda, sporgente, come quella di certe Madonne del Cinquecento o di alcuni ritratti femminili di Leonardo. Fa venire voglia di poggiarci sopra la mano. Dopo, sono gli occhi a parlare: scuri e un po’ acquosi, denunciano origini italiane. «Dal lato materno» spiega lei timidina. «Mamma è nata in America ma i miei nonni vengono dalla Puglia. Da una città che si chiama Foggia» pronuncia stentata.
Non è la prima volta che Rachel Bilson viene in Italia. È a Roma, ma solo un giorno, giusto per pubblicizzare «Jumper», film fantascientifico per un pubblico (molto) giovane. «Ho visto anche Firenze, Venezia, Siena» racconta «Foggia no, sarà per un’altra volta».
L’ultima volta che Rachel Bilson è venuta a Roma fu proprio per le riprese di «Jumper»: un bel gruppo di sequenze, e le più spettacolari, sono ambientate in Italia, con il protagonista Hayden Christensen che la porta in un bell’albergo a piazza della Repubblica e poi le fa vedere l’interno del Colosseo. «È stata un’esperienza inimmaginabile» dice «soprattutto entrare nel Colosseo la mattina presto, prima dell’ora di visita. Vedere da lì dentro il sole salire piano nel cielo, accanto a Christensen, è stata davvero una cosa magica» racconta rapita.
«Jumper» parla di superpoteri: Christensen interpreta un ragazzo in grado di teletrasportarsi in un battito di ciglia nel primo luogo che gli viene in mente. Avendo questo potere, dove sceglierebbe di spostarsi Rachel nel suo primo viaggio? «Penso che potrei sfruttare la giornata per andare in tantissimi posti» risponde «ma vorrei poi essere sicura di andare almeno a mangiare in Italia». Qui il suo agente ci ha proprio messo la firma.
Dicono che sul set sia nata una relazione con Christensen. Conferma?
«Non parlo mai delle mie storie romantiche. Quando sei un personaggio pubblico ci sono parti della tua vita che devi tenere solo per te. Posso dirle questo, però: che Hayden Christensen è un attore stupendo e una persona straordinaria, e che sono stata fortunata a conoscerlo».
Doug Liman, il regista di «Jumper», mi ha detto di essere stato proprio lui ad averla scelta per «The O.C.», il telefilm che l’ha resa famosa.
«Sì, è vero, fin dal pilot».
Mi ha detto anche che all’inizio il suo era un ruolo piccolissimo, poi diventato indispensabile per l’intera serie. È stato un caso o la sua determinazione?
«Be’, io sapevo bene cosa volevo fare, il personaggio di Summer e l’idea della serie mi piacevano. Strada facendo ho aggiunto qualcosa di mio al ruolo, non so se per dargli un’impronta personale o in modo inconsapevole, però tutti sono rimasti molto contenti. Da parte mia sono molto grata ai produttori e agli sceneggiatori, e onorata di aver fatto parte di “The O.C.”».
Perché hanno chiuso la serie?
«Gli ascolti si erano un po’ abbassati. Nella storia eravamo arrivati a un buon punto per terminare, eravamo contenti di fermarci lì. E l’abbiamo fatto».
Dopo quattro stagioni non si sentiva un po’ imprigionata nel ruolo?
«Non proprio intrappolata, ma certo il personaggio era diventato un po’ ridondante. Interpretare Summer mi veniva ormai facile ma era proprio questo che non mi piaceva, vorrei entrare in pieno in un personaggio e poi passare subito a un altro».
Il finale di «Jumper» lascia intravedere uno o più sequel. Lei quanti «Jumper» ha in contratto?
«Sarà una trilogia. Il mio personaggio sarà sempre più coinvolto nella storia, e avrà un segreto o due da svelare».
Prima di «Jumper» lei ha interpretato al cinema «The Last Kiss», il remake dell’«Ultimo bacio». Ha visto l’originale e conosciuto Gabriele Muccino?
«Oh sì, ho visto il film e ho incontrato Muccino: sono una sua grande fan, vorrei lavorare con lui. Penso che il suo film sia stato fatto in modo meraviglioso e sono stata onorata di far parte del remake, speriamo di avergli reso giustizia. Io avevo il ruolo della ragazza che tenta il protagonista».
Il ruolo di Martina Stella.
«Quello. È una grande attrice?»
Era il suo primo film.
«Ah! Molto brava: io ero piuttosto nervosa all’idea di mettermi al suo posto».
Libro, film e canzone preferita.
«Oh, mio Dio! Libro… direi “Intellectual Devotional”, 365 lezioni per rinfrescare le proprie conoscenze. E “L’alchimista” di Paulo Coelho. Film, almeno due, “True Romance” e… come si chiama, quello che Madonna ha cercato di rifare…? “Swept Away”! (in italiano “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” della Wertmüller, ndr). Amo quella pellicola! Sono contenta di averci pensato perché è davvero una delle mie preferite. Canzone, “Just Like a Woman” di Bob Dylan, ma ce ne sarebbero tante…».

Fonte: sorrisi

Pubblicato il 1 marzo, 2008 su The O.C., Tv Shows. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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